
Lo studio “Soaring Building Collapses in Southern Mediterranean Coasts: Hydroclimatic Drivers & Adaptive Landscape Mitigations” pubblicato su Earth’s Future rivela un aumento drammatico dei crolli di edifici ad Alessandria d’Egitto; il fenomeno è da collegarsi all’innalzamento del livello del mare e alla conseguente intrusione di acqua marina nelle strutture.
Gli autori sottolineano che anche piccoli innalzamenti del livello del mare possono causare danni significativi, mettendo a rischio città storicamente resilienti come Alessandria e Los Angeles. Negli ultimi dieci anni, ad Alessandria d’Egitto, i crolli sono aumentati da uno a 40 all’anno.
Si evidenzia dunque l’importanza di monitorare l’erosione costiera e la penetrazione dell’acqua marina. Il deterioramento del terreno causato dall’acqua marina è infatti la causa principale dei crolli, insieme alla debolezza strutturale degli edifici stessi.
Il metodo utilizzato dai ricercatori si basa sull’uso di mappe digitali, immagini satellitari e analisi degli isotopi al fine di tracciare i cambiamenti della linea di costa e gli effetti sui terreni e sulle fondamenta degli edifici.
Lo studio propone anche l’implementazione di soluzioni basate sulla natura (NbS), come la creazione di dune di sabbia e barriere di vegetazione per prevenire l’intrusione dell’acqua salata e proteggere le strutture.
Azioni tempestive sono necessario affiché vengano preservate le antiche città costiere del Mediterraneo, il loro patrimonio architettonico ma anche la nostra memoria storica e culturale.
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