Biodiversità: il ruolo delle banche è fondamentale

Si è svolta a Roma la seconda parte della COP16, dopo l’ultimo incontro in Colombia a fine 2024.

La promessa fatta è stata quella di mobilitare 200 miliardi di dollari all’anno per la protezione della biodiversità. Un risultato importante, ma questo importo potrebbe non essere sufficiente senza che avvenga anche un cambiamento per quanto riguarda il ruolo delle banche.

Il calcolo delle risorse necessarie per fermare la perdita di biodiversità infatti ammonta a cifre molto alte, raggiungendo i 700 e i 950 miliardi di dollari annui. Si pone l’accento anche sulla qualità dei progetti, per evitare fenomeni di cosiddetto “greenwashing”.

Le banche diventano quindi attori cruciali per la raccolta dei fondi, e sono dunque invitate a considerare l’impatto della loro attività sulla natura, una “doppia materialità” che misura sia il danno ambientale che i rischi economici legati alla perdita di biodiversità.

Attualmente, i flussi privati per la natura ammontano a soli 35 miliardi di dollari all’anno, contro 5.000 miliardi che danneggiano l’ambiente. Diventa necessario che le banche riconoscano il loro approccio finanziario, misurando il successo in termini di benessere ambientale e sociale piuttosto che solo di profitto. Le banche etiche stanno già adottando queste pratiche.

leggi l'articolo
cop_16